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    October 22

    paesaggi della mente

     
    La maggior parte di noi ha perso quel senso di unità di biosfera
    e umanità che ci legherebbe e ci rassicurebbe tutti
    con un'affermazione di bellezza. 
    Gregory Bateson
     
    Chi pensiamo di essere e dove (sotto quale cielo) vogliamo vivere?
    Martha C. Nussbaum
     
    Siamo creature legate alla terra e abbiamo cominciato a
    comportarci come se l'universo fosse la nostra dimora
    Hanna Arendt
     
    October 19

    Coraggio di tentare

     

    Steli si aggrovigliano
    sgrovigliano.
    La dolcezza nell'abbandono.
    Toccare parlare giocare.
    Parole entrano escono.
    Sensazioni galleggiano.
    Un volto tra le mani.
    Un sorriso nel corpo.
    E mi rispecchio in te
    mi vedo.
    Vedo le tue paure
    così uguali alle mie
    per questo
    si dissolvono
    come un fiocco di neve
    nel sole
    di un meraviglioso mattino.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Vivere

    October 12

    psicosfera

     
    Per poter percepire l’altro come corpo sensibile occorre tempo,
    occorre il tempo della carezza e dell’annusamento.
     
    Quella che si sta verificando è una sorta di
    disattivazione di quelle funzioni cognitive che rendono possibile empatia, cioè la
    percezione dell'altro come continuazione psico-erotica del sé L'elaborazione emozionale dell'informazione richiede condizioni (tempo, contatto, sguardo) che non esistono più. In un certo qual modo è stata cancellata la possibilità stessa di una maturazione emozionale. L'apprendimento del linguaggio è stato sconnesso dalla carnalità, per la generazione che ha appreso più parole da una macchina che dalla madre. Un organismo cosciente incapace di elaborazione emozionale dell'informazione non ha più alcun contatto con la sfera del sensibile, ha perduto per così dire ogni sensibilità singolare. Naturalmente è qui necessaria una sospensione del giudizio etico e del giudizio politico: non possiamo valutare il senso e le possibilità esistenziali e politiche di una generazione che si sta emancipando dalle sue caratteristiche umane. Occorreranno criteri di valutazione postumani come l'oggetto della analisi. Ma fin quando non disporremo di questi criteri (e non potrà che essere la prima generazione postumana ad elaborarli) quel che possiamo dire è che nella fenomenologia del comportamento, del linguaggio e dell'espressione artistica di questa prima generazione videoelettronica prevalgono sofferenza, disprezzo di sé, violenza. E soprattutto autismo, incapacità di "sentire" l'altro, dunque di percepire il piacere dell'altro (diluvio di pornografia e di sessuofobia mascherata da esibizionismo) e di "sentire" la sofferenza dell'altro (diluvio di violenza senza senso e senza intenzionalità, tortura on line).
    Di bifo (istubalz@libero.it) per rekombinant.org